Portale in caricamento...

 

Paolo Divizia: “Il Metaverso: nuove prospettive per il Fintech”.

31 Maggio 2022

. In un articolo di Maggio della rivista online Blockchain4Innovation, Paolo Divizia si esprime a proposito di metaverso. Tre mesi dopo l’apertura al pubblico di Horizon World, il metaverso di Zuckerberg apre per la nuova proposta di social network un boom di domanda, che ha a sua volta stimolato un enorme interesse nell’opinione pubblica e nel mondo della finanza. Il CEO di BHLending ripercorre dunque la storia dello sviluppo del metaverso. Trent’anni di esperimenti e di opportunità per il mondo dell’informatica e della finanza, cercando il sogno della realtà virtuale.

metaverso surf

Ma che cos’è un metaverso?

 

Un metaverso è un tipo di social network immersivo che assume la forma di una realtà virtuale, nel quale l’utente accede attraverso un proprio avatar.

Attraverso la propria identità virtuale, l’utente di un metaverso può interagire con altri utenti per organizzare vari tipi di attività sociali più o meno aperte. E’ possibile organizzare anche a convegni e persino concerti, ove gli avatar hanno la possibilità di allestire palchi e suonare strumenti. Per questo motivo, uno dei principali motivi per cui il metaverso interessa alle grandi imprese è la possibilità di pubblicizzare i loro prodotti attraverso eventi pubblici virtuali.

Zone e oggetti interni al metaverso possono essere venduti e acquistati in cambio di un certo numero di token interni. In alcuni casi, è possibile creare oggetti fruibili dal proprio avatar nella forma di file NFT, che è possibile a loro volta rivendere.

In questi casi, si crea un mercato di NFT con una valuta interna, le cui fluttuazioni di prezzo attirano l’interesse degli speculatori.

Ed ecco il secondo motivo per cui i metaversi hanno avuto successo finora.

5 esempi famosi di metaverso

metaverso cube

Second Life, il primo esperimento

Il primo esemplare di metaverso noto al grande pubblico è Second Life. Viene creato dal fisico Philip Roserdale, e venduto dall’impresa Linden Lab nel 2003, un anno prima dell’apertura al pubblico di Facebook.

In ambienti dalla grafica 3D tipica dei primi videogiochi di ruolo di quegli anni, gli utenti possono condividere musiche, immagini e vari tipi di messaggi. Per la prima volta, gli spazi di questo primo metaverso venivano acquistati da grandi aziende e musicisti per allestire eventi. Gli spazi e gli oggetti di Second Life potevano essere acquistati in cambio di una valuta interna, il Linden.

Ad oggi, il caso di Second Life è diventato emblematico dello sviluppo di un metaverso. Dopo un primo periodo di successo nei primi anni Duemila, le imprese e gli investitori si resero conto dei limiti della sua espansione. L’arrivo dei social network avrebbe soppiantato lo sviluppo di Second Life. Per quasi vent’anni, lo sviluppo di Second Life non superò i 900.000 utenti connessi, mentre nel 2020 Facebook ne avrebbe raggiunti più di due miliardi.

L’ideatore di Second Life Philip Roserdale avrebbe rilanciato nel 2017 creando un nuovo metaverso: Sansar, creato prevalentemente per ospitare concerti ed eventi musicali. A questi eventi, gli utenti possono partecipare attraverso visori di realtà aumentata, godendo di un’esperienza virtuale totalmente immersiva.

The Sandbox: la realtà virtuale è a forma di scatola.

Il metaverso The Sandbox, creato nel 2012 dallo studio Pixowl, ha la forma di un videogioco di ruolo on-line. E’ programmato usando lo stesso sistema di blockchain usato per la criptovaluta Ethereum.

In The Sandbox, gli utenti possono acquistare zone del mondo virtuale della piattaforma (LAND) per crearvi giochi e oggetti con cui gli avatar possono interagire. Le attività create all’interno della piattaforma costituiscono dei beni (ASSETS) che possono essere rivendibili in cambio di una somma in una valuta interna, il SAND.

Lo scambio tra token, oggetti e terre dà origine ad un vivace mercato interno, basato sulla scarsità delle zone del metaverso e degli oggetti NFT che vengono scambiati. Sulla propria zona, l’utente proprietario può disporre di giochi presenti o crearne di propri.

Tra le imprese e i grandi investitori utenti di The Sanbox, troviamo una delle case videoludiche più famose, la Atari, che ha riprodotto giochi storici come Pong!, Asteroids e Centipede. L’impresa The Smurfs ha ricreato un villaggio dei puffi virtuali in questo metaverso. Hanno anche una loro zona la serie TV The Walking Dead, il famoso team Manchester United e il giornale nazionale cinese The China Morning Post

Decentraland, un metaverso in multiproprietà.

 Nato nel 2016 dall’idea dei programmatori argentini Ari Meilich ed Esteban Orbano, Decentraland è forse il più popolare tra i metaversi attuali. E’ interamente gestito da una fondazione no-profit, che garantisce che la realtà virtuale sia proprietà esclusiva di tutti gli utenti che ne hanno acquistato una o più zone. Per acquistare una zona, è necessario scambiare il proprio denaro per una valuta interna chiamata MANA. La proprietà delle terre del metaverso, a sua volta, garantisce il diritto di voto nell’assemblea dei proprietari di Decentraland. E’ possibile così contribuire alle scelte riguardanti la sua gestione.

Una seconda valuta interna, il LAND, invece, garantisce il diritto di scambiare gli item, in forma di NFT, che gli utenti possono creare.

Tra le grandi imprese che hanno acquisito delle terre virtuali in Decentraland troviamo la prestigiosa asta di Sotheby’s, che organizza rivendite dei propri beni anche nel proprio padiglione virtuale, e case di moda come Dolce&Gabbana, Etro e Tommy Hilfiger.

Blocktopia. Ventuno piani di metaverso.

Il metaverso di Blocktopia è stato creato nel 2021 da parte di programmatori di varie società, impegnate ad investire in realtà virtuale. Realtà come Bitboi, Magnus Capital, AntiFunds, ZBS Capital, Avalanche, Polygon, TKX Capital, SHIMA Capital o GenBlock Capital.

La sua forma è quella di un grattacielo di 21 piani. Gli utenti possono acquistarne gli appartamenti per possederne parte della proprietà. Il numero limitato di appartamenti determinano il valore delle zone di Blocktopia più di altri metaversi. Gli utenti possono creare o acquistare item in forma di NFT, per i loro avatar o i loro appartamenti, e possono scambiarli per una valuta interna chiamata BLOCK.

Oltre agli appartamenti di proprietà degli utenti, il grattacielo di Blocktopia comprende anche un piano terra, dove gli utenti possono ottenere informazioni sul metaverso e interagire con altri utenti; un piano Auditorium, dove si può assistere a convegni e concerti. Tra i piani alti di Blocktopia, è compreso un piano per i divertimenti, dove è possibile giocare a diversi videogiochi e a giochi d’azzardo.

Star Atlas, la nuova proposta di Microsoft.

 

Star Atlas è la proposta di Microsoft nel mercato dei metaversi, che sarà disponibile nel corso di quest’anno. Sfrutta il motore grafico Unreal Engine, che offre la possibilità di creare immagini con lo stesso dettaglio di un film con buoni effetti speciali.

Star Atlas ha la forma di un’avventura fantascientifica, ambientata in una galassia lontana nell’anno 2060. In essa, gli utenti competeranno per possedere flotte di astronavi e conquistare pianeti.

Tra le galassie di Star Atlas, gli utenti saranno impegnati in varie avventure. Se le supereranno, guadagneranno una quantità di valute interne: le ATLAS, che danno la possibilità di acquistare oggetti per il proprio utente, e le POLIS, che permettono di partecipare alla governance del gioco.

Una volta conquistati i pianeti, l’utente dovrà amministrarli, in modo da guadagnare più risorse e ottenere più ATLAS, aggiungendo ulteriore complessità al gioco.

Horizon Worlds. La rivoluzione dal mondo di Facebook

 

Aperto al pubblico di Internet tra il dicembre 2021 e il febbraio 2022, dopo una grande campagna pubblicitaria, Horizon World ha rilanciato nell’opinione pubblica il tema del metaverso.

A differenza degli altri tipi di metaverso presentati, Horizon World aspira a rappresentare un’evoluzione del mondo dei social network attuali. Grazie ai visori per la realtà virtuale come Oculus Quest, necessari per accedere al metaverso, gli utenti di Horizon World possono entrare una vera realtà alternativa 3D, totalmente immersiva. In essa, è possibile interagire con gli altri utenti o partecipare alle numerose attività che gli ambienti della piattaforma presenta, o che le imprese che investono nella piattaforma mettono a disposizione.

Il successo di Horizon Worlds è esplosivo: entro i primi tre mesi dal lancio gli utenti coinvolti erano 300.000, gli utenti che hanno acquistato un loro mondo erano già 10.000 e il gruppo Facebook dedicato al metaverso contava già 20.000 utenti attivi.

A differenza di un metaverso come Decentraland o The Sandbox, Horizon Worlds rimane un metaverso completamente di proprietà della casa produttrice. In esso, gli utenti possono acquistare il possesso, e non la proprietà, di zone limitate e acquistare o vendere prodotti virtuali e reali, ma non possono creare degli NFT da presentare nelle proprie zone o da rivendere. Almeno per il momento, Horizon Worlds esclude la possibilità di alimentare un proprio mercato interno, ma avrà come obiettivo di garantire ad utenti privati e imprese la possibilità di avere degli spazi per guadagnare visibilità per i loro prodotti e per i loro progetti, con uno strumento più innovativo dei tradizionali social network.

metaverso e visore

Metaverso: possibile rivoluzione digitale o moda passeggera?

Con l’esplosione di visibilità ottenuta da Horizon Worlds, la possibilità che il metaverso possa rappresentare l’evoluzione definitiva di un social network si è riaffacciata all’attenzione dell’opinione pubblica. Nelle ultime settimane, sono stati scritte decine di articoli, di saggi e di ricerche, come quella pubblicata recentemente sul Sole 24 Ore(https://ecommerce.ilsole24ore.com/shopping24/nft-e-metaverso.html) . Il mondo finanziario e imprenditoriale italiano, in compenso, guarda con molta curiosità ai metaversi sia come nuova modalità di marketing e comunicazione, sia come opportunità di investimento, considerando il mercato di token interno ai vari metaversi e l’opportunità di scambi economici che permette.

Riconducendoci alle riflessioni sul caso di Second Life, potremmo ritenere che il metaverso possa rappresentare nuovamente una moda passeggera, che dopo un periodo di boom continuerà a coinvolgere una nicchia di utenti direttamente interessati a questi tipi di social network. Probabilmente, uno dei motivi per cui potrebbe non riuscire a coinvolgere oltre un certo pubblico è il timore per una realtà virtuale eccessivamente immersiva.

D’altra parte, più di vent’anni di uso di social network hanno reso il rapporto degli internauti del ventunesimo secolo con la realtà virtuale qualcosa di usuale. Questo al netto di vari fenomeni di alienazione di chi cerca di sfuggire ad una realtà difficile interagendo unicamente attraverso Internet, come gli hikikomori. Inoltre, le sperimentazioni nell’ambito dei token presenti nei mercati interni dei metaversi rappresentano un buon punto di osservazione per prevedere le dinamiche che le tecnologie delle blockchain potranno rappresentare per la finanza di domani.

Nonostante più di vent’anni di sviluppo, la storia dei metaversi è ancora lontana da arrivare ad un’orizzonte definito, e l’interesse del pubblico e delle imprese saranno determinanti per capire come si svolgerà.

Per saperne di più:

https://www.blockchain4innovation.it/mercati/media-entertainment/metaverso-nuova-frontiera-per-gli-assets-del-futuro-evoluzione-della-societa-della-generazione-z/

BHLendingHeadquarters
Contattaci per qualsiasi tipo di informazione
POLICYTermini e condizioni
RIMANI CONNESSOSocial
Seguici sui social di BhLending per non perderti nessuna novità
BHLendingHeadquarters
Contattaci per qualsiasi tipo di informazione
POLICYTermini e condizioni
RIMANI CONNESSOSocial
Seguici sui social di BhLending per non perderti nessuna novità

Copyright by BHLending S.r.l. – All rights reserved. Powered by CleverBit

Copyright by BHLending S.r.l. – All rights reserved. Powered by CleverBit