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La quotazione in borsa. Come inserire un’impresa nel mercato dei capitali.

2 Febbraio 2022

Uno dei traguardi di una società rampante è senza dubbio la quotazione in borsa. Grazie ad una quotazione in borsa, la società acquista notorietà presso una community di consumatori e diventa più appetibile per gli investitori istituzionali.
Ma che cos’è una quotazione in borsa? E in che cosa si differenziano IPO e direct listing? Scopriamolo insieme!

Che cos’è una quotazione in borsa?

La quotazione in borsa (listing) di una società consiste nell’ingresso di un certo numero di titoli di un’impresa nella lista delle azioni scambiate nel mercato di una borsa valori.

Questo è il momento in cui parte del capitale sociale di una società viene destinato al mercato azionario per essere negoziato quotidianamente. Dopo la quotazione in borsa, infatti, il valore delle azioni della società dipenderà  dalla legge della domanda e dell’offerta del mercato nel quale sono rivendute.

Attraverso la quotazione, un impresa può essere sostenuta non soltanto dai soci fondatori, ma anche tutti coloro che, acquisteranno i titoli indicizzati.

Quali sono i vantaggi di una quotazione in borsa?

  • La società potrà giovarsi di un numero di investimenti proporzionato al numero di acquirenti dei titoli presenti sul mercato. Inoltre, una quotazione in borsa aumenta il numero e la varietà dei finanziamenti di cui la società può giovare.
  • La quotazione di un’impresa contribuisce a rendere più nota e credibile un impresa al mondo finanziario. Riuscirà così ad attirare l’attenzione e la possibilità che nuovi investitori istituzionali, italiani o stranieri, entrino nel capitale.

Come funziona una quotazione in borsa?

 

L’inserimento di una società nella lista di un mercato azionario deve soddisfare un certo numero di requisiti, riguardanti sia le azioni stesse che l’impresa emittente.

E’ importante il rispetto delle regole della borsa che inserirà i titoli societari nel proprio listino. Ogni borsa ha le proprie.
Solitamente, per entrare nel listino di una borsa, è necessario presentare:

  • uno storico dei rendiconti finanziari degli ultimi anni
  • un capitale collocato presso il mercato azionario (o flottante) entro una cifra prevista dal regolamento della borsa.
  • un prospetto dell’impresa valutato da professionisti e verificato dalle autorità competenti (Borsa Italiana, CONSOB)

Nella maggior parte dei casi, è la società che emette le azioni a richiedere la quotazione. In altri casi, è una borsa a richiedere la quotazione di una società in merito a vari motivi. Ad esempio, una precedente negoziazione informale dei titoli.

Quando il valore di mercato delle azioni scende sotto un numero previsto dal regolamento della borsa, esse possono essere ritirate dal mercato, attraverso un’operazione di delisting.

Solitamente, un delisting avviene dopo una fusione o l’acquisizione della società da parte di un nuovo proprietario. A volte, accade dopo la scelta dei soci di tornare proprietari esclusivi del capitale sociale.

Come vedremo, una quotazione in borsa consiste in un processo complesso, che comincia solitamente con un IPO o con una quotazione diretta (direct listing).

Caratteristiche di una IPO

 

Una IPO (in italiano, Offerta Pubblica di Sottoscrizione, OPS) è una prima quotazione in borsa di una società nella quale vengono sottoscritti nuovi titoli azionari, svincolati da quelli già posseduti dagli azionisti.

In una IPO, l’assemblea dei soci che ha determinato la decisione di quotare la società in borsa, deve nominare una figura apposita chiamata sottoscrittore. Egli avrà ha il compito di conciliare l’impresa, la direzione della borsa e la compagnia assicurativa dell’azienda. Inoltre, deve tutelare l’impresa e le banche di investimento che possono sostenere la quotazione, definire il valore delle azioni che saranno quotate, e seguire il processo di quotazione dall’inizio alla fine.

Come funziona una IPO?


Parallelamente a quest’operazione di mediazione, l’impresa organizza una serie di incontri con investitori istituzionali, chiamata in gergo roadshow. In questo giro di incontri promozionali, l’impresa presenta le sue
attività, i suoi punti di forza e le sue prospettive e cerca di comprendere l’interesse dei potenziali investitori per i nuovi titoli societari.

In un roadshow di successo, i sottoscrittori possono anche accordarsi con alcuni investitori per la futura vendita di una certa quota di nuove azioni, una volta che saranno inserite nel mercato.

Generalmente, una volta che società e sottoscrittore concordano il valore dell’insieme delle azioni, le rivenderanno ai nuovi acquirenti in un bookbuilding. In quest’occasione, il sottoscrittore vaglia le proposte di acquisto e decide autonomamente a chi vendere i nuovi titoli. In alternativa, le azioni vengono rese disponibili in un’asta, nella quale saranno cedute le azioni ai migliori offerenti.

Come ulteriore tutela per l’impresa, tra l’acquisto delle nuove azioni e il primo ingresso nel mercato azionario è previsto un periodo di lock up, nel quale non sarà possibile rivendere le azioni appena acquistate.

Una volta che società e sottoscrittori avranno una stima complessiva del valore dei nuovi titoli, li rivenderanno nel mercato azionario. Da quel momento, saranno le dinamiche interne alla borsa a determinarne il valore.

Lo svantaggio principale di una IPO proviene dalla necessità di processi burocratici lunghi e costosi. A questi costi,  va aggiunta la commissione del sottoscrittore, che può guadagare dal 3% al 5% sul guadagno di ogni azione venduta.

Caratteristiche di un direct listing

 

Mentre in una IPO una quotazione avviene attraverso la creazione di nuove azioni, il direct listing, o “quotazione diretta”, prevede la vendita di una certa quota di azioni già esistenti.

Una quotazione diretta è sicuramente un’alternativa più rapida ed economica per gli azionisti. Non è necessaria la figura di un sottoscrittore, né di banche di investimento che possano garantire la creazione di nuovi titoli. In compenso, capita che delle banche di investimento vengano ingaggiate per promuoverne la vendita.

E’ importante che l’impresa che intraprende un direct listing goda di una buona liquidità, di un numero elevato di titoli disponibili e di una buona reputazione presso il pubblico. In questo modo, può garantire un valore elevato delle azioni fin dal loro inserimento nel mercato azionario.

Come funziona un direct listing?

 

Prima di inserire le azioni nel listino di una borsa, la società potrebbe provvedere a deliberare un aumento di capitale, al fine di sostenere il valore dei propri titoli. Generalmente, però, un direct listing prevede che esista già un numero complessivo di titoli societari e un capitale sociale sufficiente per il successo della quotazione.

A questo punto, la società incarica un consulente finanziario per quantificare il valore pacchetto azionario da rivendere. Egli verificherà, inoltre, che la quotazione sia in linea con il regolamento del mercato azionario.
Il Regolamento di Borsa  prevede inoltre una figura (lo sponsor) che, indipendentemente dalla presenza di un collocamento, assume su di sé l’onere di “certificare” (in primo luogo nei confronti della stessa società di gestione del mercato) la qualità dell’emittente.

Prima delle operazioni di vendita, solitamente, la società provvede a compensare subito i proprietari delle azioni in borsa. Altrimenti, i soci cedenti possono ritirare il loro denaro subito dopo la vendita, che può essere compiuta senza nessun periodo di blocco tipico delle IPO.

Il maggiore rischio che una società che ha quotato direttamente in borsa è affrontare una grande volatilità del prezzo dei titoli sul mercato. Ciò è dovuto alla mancanza di una preventiva contrattazione con i primi rivenditori. E’ il motivo per cui solitamente a quotarsi con un direct listing sono imprese che godono già di un discreto successo, ricche di capitali e con una buona reputazione nel mercato.

Come il Fintech può aiutare la quotazione in borsa?

 

Come in molti ambiti del settore finanziario, il Fintech può aiutare anche le quotazioni in borsa, contribuendo a semplificarne le procedure e a sviluppare alternative ai modelli tradizionali più rapidi ed economici.
L’uso degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale o la tokenizzazione dei titoli rappresentano spunti interessanti che aprono nuove prospettive per l’evoluzione di questo tipo di mercato finanziario.

Una delle ultime innovazioni del Fintech per aiutare le quotazioni di borsa è stata l’ideazione da parte di Giovanpaolo Arioldi, CEO di Opstart, di un metodo di quotazione chiamato crowdlisting, che massimizza il capitale raccolto da un’operazione di equity crowdfunding per supportare una quotazione diretta di una società (direct listing).
Di questo, però, parleremo meglio in un articolo successivo.

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